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domenica 21 agosto 2022

So' rradeche e liane

 So' rradeche e liane 





                                                                                                                        Da Sutura, 2021. 


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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

Vi ringrazio per la vostra attenzione e per il vostro sostegno. 

AP



sabato 27 giugno 2020

Due testi in dialetto

Due testi inediti in dialetto 





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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

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domenica 9 febbraio 2020

Sto' ccà di Eduardo De Filippo



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venerdì 9 novembre 2018

Me fanne male 'e cianche

Me fanne male 'e cianche


Lo buon maestro ancor de la sua anca 
non mi dipuose, sì mi giunse al rotto 
di quel che si piangeva con la zanca.    



In Inferno XIX, 43-45, scrive di un dannato che si lamenta con "la zanca" ovvero con le sue gambe. Vocabolo di origine iraniana, che approda nelle lingue neolatine tramite i contatti commerciali con la Persia, permane ancora oggi nella lingua napoletana col significato di "fianco", espansione metonimica che indica un dolore addominale, spesso causato da grasse risate




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venerdì 23 ottobre 2015

La potenza del napoletano

'O UAJO (da Io la chiamo vita)





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lunedì 19 ottobre 2015

A se stesso, Leopardi in napoletano (pt.2)

A isso


Mo firmete pe ssempe,
Core mije acciso. È fernuto l'urdemo suonno, 
Ca i' nun me penzavo. E invece è fernuto pure isso. Mo 'o ssaccio.
'Ccà nun c'è rimaste niente, né 'a speranza
Né 'o ggenio 'e c'annammurà n'ata vota. 
Firmete. Troppe 
T''e sbattuto. E tutt''o sanghe ittate
Nun serve a niente, né maje nisciune
L'ha vulute. Schifo e sfastirije
Chest'è 'a vita; e 'o munno è mmerda!
Statte. Sbattete l'urdema vota. 
Nunn'ammo avuto maje niente
'A Ddio, tranne ca 'o sfizio 'e murì. 
E mmo schifete sulo tu, e schife tutte cose
Schife a Ddio, e schife chesta brutta
vita ca nun ce fa ato ca male, 
E 'o scuorno senza fine 'e tutte 'e cose.



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