venerdì 23 dicembre 2016

Lettura in dialetto


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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

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domenica 11 dicembre 2016

'o babbà

'o babbà


Il babà, ovvero il tipico dolce napoletano. Vi siete mai chiesti cosa significhi questa parola? Ebbene la sua etimologia è da ravvisare ancora una volta nell'arabo, baba, che vuol dire papà (forse per la sua forma che ricorda l'apparato maschile?). 
Altre testimonianze farebbero invece risalire il dolce al francese baba, ovvero vecchia, o ancora al polacco baba drozdzowa, nonna lievitata. 




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giovedì 8 dicembre 2016

Accattare

Accattare

Accattare, ovvero "comprare" è molto spesso (ed erroneamente) associato al verbo greco ktaomai, che vuol dire proprio "comprare". Tuttavia la sua etimologia è da ravvisare nel più vicino francese, dove lo stesso verbo è reso quasi identicamente: acheter



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domenica 4 dicembre 2016

Il napoletano e il francese

Il napoletano e il francese 


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Il napoletano e il greco antico

Il napoletano e il greco antico



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Sciuè Sciuè

Sciuè Sciuè

In napoletano la dicitura "sciuè sciuè" sta a significare un avverbio di modo "alla meglio, in maniera raffazzonata, superficialmente". La sua etimologia è da ricercare ancora una volta nel francese, nella parola "échoué" che alla lettera significa "scollato", e quindi "difettoso, arronzato".





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Inciarmare

Inciarmare

Inciarmare, in napoletano "spettegolare, inciuciare, architettare qualcosa", deriva dal francese (en)charmer "affascinare, incantare, stregare", con un evidente allargamento di significato in senso negativo.



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venerdì 2 dicembre 2016

Napoletano e Catalano/Castigliano

Il dialetto napoletano e il catalano/castigliano




(Immagine presa in prestito dalla pagina facebook cometovisitnaples)




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lunedì 19 settembre 2016

'a cenneriera

Pronunciato cennriera, deriva dal francese cendriere, con assimilazione della "d" nella "n". 




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venerdì 29 aprile 2016

Gajola!

Che significa Gajòla?

Il noto litorale partenopeo prende il suo nome da un termine (guarda caso!) latino: Cavèola, ovvero piccola gabbia.
In linguistica il passaggio di è accentata in i accentata è frequentissimo, e la forma divenne nel tempo Caviòla, con scambio, infine, di gutturali (c,g).



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mercoledì 10 febbraio 2016

Esposito... 'Sposito!

Esposito Sposito

Due dei cognomi più diffusi nell'area campana, Espòsito e Sposìto. Vediamo come e perché sono in realtà la stessa cosa.

Esposito in dialetto è spesso pronunciato Spòsito, senza la E iniziale. Questo porta chiaramente a delle confusioni di tipo ortografico, soprattutto quando una persona è semianalfabeta.

Poniamo il caso del frequentissimo Pasquale Esposito, secondo le indicazioni di cui sopra sarebbe pronunciato "Me chiamme Pasqual(e)spòsito". Questa frase, se posta su foglio (nel caso di una firma, ad esempio) porterebbe ad un unico dubbio: La E appartiene a Pasquale o ad Esposito? E poiché è molto più plausibile confondere un cognome piuttosto che un nome (Pasqual?), ecco spiegata la nascita della variante Sposito, che per naturale accentazione della lingua italiana e napoletana (che raramente vogliono l'accento sulla prima sillaba) diventerà poi Sposìto



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martedì 9 febbraio 2016

Cosa significa Posillipo?

Etimologia di Posillipo

Come molte zone della nostra città, il nome di questa prende origine dal greco: Pausilypon (e non pausylipon come spesso sbagliano a scrivere), una parola formata da due sostantivi; Pause e Lypon, ovvero cessazione dei dolori (forse per la bellezza del luogo?). 



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lunedì 8 febbraio 2016

Margellina... Mergellina?

Margellina o Mergellina?

Domanda alla quale si è soliti rispondere: "In napoletano si dice Margellina, in italiano Mergellina", ma perché? Un altro fenomeno di ipercorrettismo? No, questa volta la forma storicamente corretta sarebbe la prima! Vediamo perché:

Etimologicamente il nome Margellina deriverebbe dal latino mar jallinus, ovvero mare cristallino, da cui poi Margellina (storpiato in italiano in Mergellina secondo fenomeni linguistici che non approfondiremo ora). 



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sabato 6 febbraio 2016

Piazza Càvour... Piazza Cavoùr?

Ipercorrettismo 

Il napoletano è un dialetto che tendenzialmente accenta tutte le sillabe in fine di parola, soprattutto nelle parole straniere (computer -> computèr, pikachu -> pikachù ecc). Questo comporta che, quando un napoletano di lingua medio bassa, vuole pronunciare queste stesse parole in italiano corretto, ritrae l'accento.
Ci sono però dei casi in cui questa volontà di correggersi (appunto l'ipercorrettismo) porta a compiere l'errore opposto, cioè non accentare sull'ultima sillaba parole che di regola, invece, vanno accentate. Per cui:

Piazza Cavoùr, e non Piazza Càvour
Hotèl, e non Hòtel

Giusto per citare i due errori più frequenti.



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venerdì 5 febbraio 2016

Lotamma, chiavicumma, spaccimma!

I suffissi -amma, umma, imma

In napoletano, come in italiano, il dispregiativo si forma con l'aggiunta di suffissi, vediamone alcuni esempi:

Lota -> Lotamma
Chiavica -> Chiavicumma
Spaccio -> Spaccimma
Zuzzo -> Zuzzimma



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giovedì 28 gennaio 2016

Da dove viene intalliare?

Etimologia di intalliare

Il verbo intalliare/'ntalliare, che in napoletano sta per "perdere tempo, ciondolare" ha etimologia incerta. Secondo alcuni deriverebbe da un verbo greco che spiega molto bene il significato oggi attribuito alla parola: thallèin "mettere radici". 



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domenica 24 gennaio 2016

Le vocali finali

Le vocali finali/Lo schwa

L'anno scorso abbiamo insistito molto sul rapporto tra il napoletano scritto e quello parlato, soprattutto sulle differenze che vi sono tra l'uno e l'altro. Oggi approfondiamo la questione delle vocali a fine parola, come si pronunciano e come si scrivono?

Scrittore-> Scrittòrə
Tua madre -> Mammetə

e così via. Ma come si pronuncia quel suono gutturale che qui rappresentiamo con una e capovolta?
Esso corrisponde all'incirca alla pronuncia delle vocali inglesi in termini come: apart, taken, pencil. Per un ascolto veloce della giusta pronuncia cliccare sul seguente link youtube.



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sabato 23 gennaio 2016

La metafonesi

La metafonesi

Fenomeno tipico del dialetto napoletano è la metafonesi, ovvero la modificazione di una vocale accentata di una parola per influsso della vocale finale della stessa. È un fenomeno osservabile soprattutto nella formazione dei plurali:

Piède-> pièdi
Père-> Pri 

Dove la i finale del plurale di piedi, modifica la vocale accentata è.



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