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martedì 21 marzo 2017

'A bbona crianza

'A bbona crianza 

Da cosa deriva la parola napoletana crianza, utilizzata in frasi come "'a bbona crianza" o "'o muorzo d''a crianza?".

Crianza deriva dallo spagnolo criar, allevare bene, e a sua volta dal latino creare, far crescere. Indica quindi la buona educazione che si acquisisce nella crescita di un individuo. La stessa radice forma il termine criaturo, ma non è da confondere con arricriare.



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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

Vi ringrazio per la vostra attenzione e per il vostro sostegno. 

AP




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lunedì 8 febbraio 2016

Margellina... Mergellina?

Margellina o Mergellina?

Domanda alla quale si è soliti rispondere: "In napoletano si dice Margellina, in italiano Mergellina", ma perché? Un altro fenomeno di ipercorrettismo? No, questa volta la forma storicamente corretta sarebbe la prima! Vediamo perché:

Etimologicamente il nome Margellina deriverebbe dal latino mar jallinus, ovvero mare cristallino, da cui poi Margellina (storpiato in italiano in Mergellina secondo fenomeni linguistici che non approfondiremo ora). 



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martedì 21 aprile 2015

capere, sucutare e ire

Il napoletano e il latino

Molte parole e molti verbi del nostro dialetto derivano, ovviamente, dal latino. Vediamone tre casi curiosi:

Capere, nun ce cape, ovvero non ci entra. Il verbo deriva dal latino capio, che vuol significare appunto prendere e contenere.

Sucutare/Secutare, Sucutalo! ovvero inseguilo. Il verbo deriva dal latino Sequor (secutus sum).

Ire, nun te ne ì! non te ne andare. Il verbo deriva dal latino ire, andare.

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domenica 19 aprile 2015

Figlio 'e ntrocchia!

Figlio 'e ntrocchia, Ricchione... Vediamo velocemente l’etimologia di due degli insulti napoletani più diffusi

Ricchione, ovvero omosessuale: Ricchione deriva da orecchione, e fa riferimento all’uso di marinai e corsari di portare sugli orecchi dei pendagli simili a quelli degli uomini del Sud America (degli orecchini in pratica). Se a ciò si aggiunge che il dover stare mesi e mesi costretti in mare portava spesso ad episodi di omoerotismo… vien da sé spiegata l’origine del termine.


Figlio 'e ntrocchia , ovvero furbetto, figlio di donna di malaffare: Ntrocchia deriva dal latino intra oculos, tra gli occhi/negli occhi. 'O figlio 'e ntrocchia sarebbe quello che riesce a farti qualcosa negli occhi, ovvero sotto il naso, senza che tu possa accorgertene. 


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