mercoledì 23 gennaio 2019

Esperimenti di poesia #2

J-o




Je te mette 'o scuro 'n faccia
'a capa sotto 'o velo
vulesse nun capisse 
ma tu capisce ‘o stesso

Tiene 'll’uocchie 'e na iatta 
tu ce vide 'nda notte
scuse 'e ppezze 'a 'nd’’e ttoppe 
e m’’e 'zzicche a ddoje 'n fronte

'A 'nd’’o suonno m’’ê itte
je te mette sti ppezze
ca so ddoje fenestelle 
si bbuó 'e 'nzierre o 'e scuvierchie
tanto già si 'ccecato.








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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

Vi ringrazio per la vostra attenzione e per il vostro sostegno. 

AP







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lunedì 21 gennaio 2019

Esperimenti di poesia #1

Clicca sul logo qui sotto 
(testo in didascalia)




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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

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sabato 8 dicembre 2018

Che vuol dire “zeppola”?

Come spesso abbiamo visto in questo blog, le etimologie legate alla culinaria sono sempre le più difficili, dunque le più curiose. 
A zeppola sono legate almeno 5 etimologie, di cui esponiamo le 2 piu probabili:

Zeppola da Zeppa, dunque dal latino cippum, pezzo di legno da ardere che rimanderebbe all’immagine del piccolo crocchè.
Zeppola da Serpulam, ovvero piccola serpe. Riferibile alle zeppole a forma di graffa (chiamate in napoletano appunto “zeppole”), dal momento che sono avvolte su se stesse.





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venerdì 16 novembre 2018

‘Nzuaruto

Nzuaruto

Uni degli aggettivi più frequenti del parlato desueto (a me piace chiamarlo “il linguaggio dei nonni”), nzuaruto, o nzuarato, trascrizione corretta ‘nzuvaruto... che cosa vuol dire?

L’aggettivo si applica di solito al cibo, nu cachisso nzuaruto ad esempio, e sta ad indicare ben due significazioni diverse: succoso, o al contrario acerbo. La sua etimologia è ravvisabile nel sughero, ovvero nel legno, giacché ‘nzuvaruto starebbe per “insugherato”, quindi della stessa consistenza del sughero.



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domenica 11 novembre 2018

Rinale!

Rinale!

“Si' nu rinale!”, ovvero sei un “poco da buono”. Aferesi del più conosciuto orinale, cioè il vaso da letto (detto anche pitale) e dunque paragonabile a tutto quanto possa esserci di sudicio o di lercio in un essere umano... diciamo che di certo non è una delle più belle offese da rivolgere a qualcuno (significando alla lettera “sei un cesso”)!




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sabato 10 novembre 2018

'A pernacchia!

'A PERNACCHIA

La pernacchia, ovvero il peto imitato con la bocca. L'etimologia di questo nome è da ricercare nel latino vernaculum (derivato a sua volta da verna, lo schiavo domestico), terminologia che sta appunto ad indicare ciò che è "volgare", dunque "scurrile". 

I fenomeni fonetici che portano alla creazione della parola moderna li abbiamo già anticipati nelle prime lezioni, ma è importante ricordarli brevemente: 

  1. vernaculum --> vernaclum (sincope)
  2. vernaclum --> vernacchium (vedasi la lezione sui nessi consonantici al seguente link)
  3. vernacchium-->vernacchio (per caduta della consonante finale nel latino volgare)
  4. vernacchio->vernacchia/pernacchia







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venerdì 9 novembre 2018

'A bella mbriana

'A bella mbriana

Ogni Napoletano conosce a menadito la leggenda della bella mbriana, che infatti non racconterò, soffermandomi come al solito sulla derivazione linguistica di un sintagma tanto strano! Che cosa vuol dire "bella mbriana"
Secondo l'ipotesi più accreditata, mbriana sarebbe la forma sincopata di meridiana, ovvero il tipico orologio degli antichi. Il collegamento sarebbe ancora dovuto a una espansione di senso, giacché meridiana deriva da meridies, ovvero mezzogiorno, l'ora in cui il calore del sole (e della casa?) si fa più sentire, ma non solo! Orario, soprattutto, in cui è possibile vedere quelle "senghe" di luce che si affacciano con prepotenza penetrando le fessure delle tapparella, tipica manifestazione, nella credenza popolare, proprio dello spiritello benefico (immaginate: un fascio di luce improvviso che illumina i pulviscoli di polvere danzanti nel nulla, creando un momento di particolare bellezza visiva). 






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