Visualizzazione post con etichetta #dialetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #dialetto. Mostra tutti i post

venerdì 31 maggio 2024

Colella maestro di napoletanità (sbagliata)!

 Colella maestro di napoletanità (sbagliata)!

Cari lettori, care lettrici, se nemmeno il Magnifico Rettore dell'Università San Gennarino, Maestro indiscusso di 'napoletanità' conosce la differenza tra apice e apostrofo, e non sa scrivere gli articoli in dialetto... il nostro napoletano è alla frutta. 


Abbiamo in un post precedente già segnalato lo stesso erroraccio nei bellissimi manifesti del Gambrinus firmati 'Totò" (pace all'anima sua), e ancora prima abbiamo spiegato come non incorrere in questo terribile errore grammaticale: esattamente qui


Di seguito alleghiamo gli erroracci del Magnifico, sperando in una loro correzione prossima. 






lunedì 11 marzo 2024

criXion

criXion, romanzo su Napoli in napoletano 


È pubblicato il 27 febbraio 2024 il mio primo romanzo, scritto in italiano e in dialetto napoletano: criXion.


Ambientata a Napoli, questa storia illustra le vicende di una famiglia del Pallonetto di Santa Lucia, attraverso la voce di uno dei suoi membri più giovani: Luciano. Ossessionato da un incubo, il ragazzo si convince di scontare una maledizione familiare, la quale si accompagna ai primi sintomi di uno squilibrio psichico. I dialoghi col terapeuta rappresentano il momento in cui il protagonista viene condotto alla presa di coscienza di un trauma infantile, che conduce all’epilogo del libro. Il lettore partecipa in prima persona allo svelamento di questo passato, anche tramite la struttura narrativa di alcune sezioni, che rivelano una sottotrama della storia raccontata. Il libro è scritto in italiano e in dialetto napoletano, e utilizza diversi registri linguistici. A questa caratteristica, su cui si fonda la psicologia dei personaggi, si aggiunge l’utilizzo di immagini e simboli che raffigurano i sogni del protagonista.




mercoledì 11 novembre 2020

'O sciuscià

 'O sciuscià


Chi non si sarà mai chiesto cosa voglia dire sciuscià? Sciuscià è il nome utilizzato per indicare i lustrascarpe a Napoli nella prima metà del '900. Ancora oggi, in alcuni periodi dell'anno come la primavera o l'autunno, è possibile trovare in alcune vie della città questa figura, come accade ad esempio in via Roma. Ma cosa vuol dire esattamente sciuscià? 

Secondo quanto afferma Curzio Malaparte nel romanzo La pelle, ambientato a Napoli durante la seconda guerra mondiale, esso non sarebbe altro che una storpiatura dell'inglese shoe shine (scioscià). Inteso come esclamazione il termine significa "la scarpa brilla", mentre utilizzato come sostantivo prende il significato proprio di "lustrascarpe".




_____________________________________________________________________________________

Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

Vi ringrazio per la vostra attenzione e per il vostro sostegno. 

AP







<script async src="https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-1204880394498899"
     crossorigin="anonymous"></script>