giovedì 28 gennaio 2016

Da dove viene intalliare?

Etimologia di intalliare

Il verbo intalliare/'ntalliare, che in napoletano sta per "perdere tempo, ciondolare" ha etimologia incerta. Secondo alcuni deriverebbe da un verbo greco che spiega molto bene il significato oggi attribuito alla parola: thallèin "mettere radici". 



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Cari lettori, 'O napulitano, il (ragazzo) napoletano, è un blog fondato nel 2015, e che a fasi alterne è attivo ancora oggi. Esso nasce dalla curiosità e dall'amore nei confronti del proprio dialetto. Senza alcuna pretesa 'didattica' in questo spazio si riportano i ragionamenti sulle espressioni più curiose che capitano all'orecchio del fondatore o dei suoi amici. A questi sono affiancati, di tanto in tanto, post con testi poetici, osservazioni sulla lingua scritta, e indicazioni sulla corretta scrittura, tutto ovviamente ancora lungo la linea del buon napoletano.  

Per qualunque tipo di segnalazione o commento, oltre allo spazio lasciato qui sotto, potete scrivere a: perrone.anto@hotmail.com, o cercare su Facebook Antonio Perrone; è infatti possibile pubblicare post e approfondimenti a nome di altri, utilizzando questo blog come un luogo di condivisione pubblica. 

Vi ringrazio per la vostra attenzione e per il vostro sostegno. 

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domenica 24 gennaio 2016

Le vocali finali

Le vocali finali/Lo schwa

L'anno scorso abbiamo insistito molto sul rapporto tra il napoletano scritto e quello parlato, soprattutto sulle differenze che vi sono tra l'uno e l'altro. Oggi approfondiamo la questione delle vocali a fine parola, come si pronunciano e come si scrivono?

Scrittore-> Scrittòrə
Tua madre -> Mammetə

e così via. Ma come si pronuncia quel suono gutturale che qui rappresentiamo con una e capovolta?
Esso corrisponde all'incirca alla pronuncia delle vocali inglesi in termini come: apart, taken, pencil. Per un ascolto veloce della giusta pronuncia cliccare sul seguente link youtube.



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sabato 23 gennaio 2016

La metafonesi

La metafonesi

Fenomeno tipico del dialetto napoletano è la metafonesi, ovvero la modificazione di una vocale accentata di una parola per influsso della vocale finale della stessa. È un fenomeno osservabile soprattutto nella formazione dei plurali:

Piède-> pièdi
Père-> Pri 

Dove la i finale del plurale di piedi, modifica la vocale accentata è.



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lunedì 14 dicembre 2015

Come si scrive in napoletano?


Come si scrive in napoletano? Esempio pratico tratto da Io la chiamo vita (youcanprint editore)

Ce stanne cose ca je nun bboglio dicere, no, e allora 'e zompo tutte quante. Nun me ne fotte proprie. Nun me ne fotte proprie 'e chi me po ddicere “guarde c’’accusì nun se fa”, je 'o ffaccio e basta.
Ce stanne cose ca je nun bboglio dicere, no, e nunn’e bboglio dicere pecché so’ troppe personale, e me metto nu poco scuorno. Allora 'e vvote 'e ddico mità, ati vvote nun dico proprie niente. Quaccheduna me l’aggio pure 'nventata. 'O fatto è ca overo nun se pò ddicere tutte cose, ma mica pe’ pazzià, mica pecché me sfasterio. Chella è na cosa seria, mica è na pazziella! E je 'o saccio eh, 'o saccio troppo bbuono. Però nun ce pozzo fa niente, m’è vvenuto accussì. E accussì m’’o tengo.
Vulesse verè a vvuje, pare facile a parlà, ma crediteme, è tutte cose, overo tutte cose, tranne ca facile. Je aggio ittato 'o sanghe, e sto ghittanne 'o sanghe pure mo. E nun ve credite, saccio pure ca “excusatio non petita accusatio manifesta”, ma 'o ssapite vuje che bbò dicere a sta 'a chell’ata parta? Nun penzo proprie. Vuje non v’avite maje avutate 'a ccà, pecché a rimané 'a ddò state vuje è meglio. Stateme a sentì. Je 'o saccio.
E sì, sì, è overo, saccio pure ca v’aggio ditto ca je me ne ieve, ca parteve e ca po’ ve faceve sapè tutte cose 'a luntano. Però ch’ c’appizza? Je a decisione l’aggio pigliata overamente, mica apposta! È ca pe nu motivo o pe n’ato p’’o mumento nun m’aggio pututo movere assaje. Avite capite? Nunn’è ca je nun m’aggio muvuto proprie, eh, è ca nun l’aggio fatto ancora definitivamente, però sto llà llà per. E vvuje 'o sappite ca sta llà llà per è 'o piezzo cchiù difficile, ca 'a coda è sempe cchiù tosta d’’a capa e ca 'ngoppo all’albero 'e natale 'a parte cchiù difficile è 'a stella. Vuje sapite tutte cose. Lo so. Nun ve credite ca je so scemo, pecché scemo nun site mmanco vuje.




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venerdì 27 novembre 2015

Fatte na pelle!

'A pelle

Qual è l'origine di questa espressione di cui TUTTI  conosciamo il significato? 

'A pelle (ovviamente non quella del nostro corpo) deriva dal latino classico pellex, ovvero "prostituta". Per cui farsi una pelle etimologicamente starebbe a significare "fare sesso con una prostituta", non tanto lontano, dunque, dal significato odierno! 




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mercoledì 25 novembre 2015

'O patapata 'e ll'acqua!

'O patapata 'e ll'acqua! 

Espressione tipicamente napoletana per indicare un forte acquazzone, da dove deriva tale modo di dire?

Secondo alcuni patapata sarebbe un'onomatopea che riproduce il suono dell'acqua che batte sul suolo. Sbagliato.

Patapata sarebbe in realtà una contrazione di pate pate (il padre del padre), che secondo molti rimanderebbe all'immagine di un atavico temporale, simile a un diluvio. Ma siamo ancora lontani dal dare un senso a questa espressione, che va cercata in ambito religioso.

Nel culto mitraico (diffusosi nel tardo impero romano) esiste la figura di un sacerdote supremo che prende proprio il nome di pater patrum - pater patres, per l'appunto "il padre dei padri", ovvero 'o patapata. La forte diffusione di tale orientalismo in ambito italico sarebbe per altro attestata dal fatto che anche il nostro Papa viene chiamato allo stesso modo.

In conclusione 'o patapata 'e ll'acqua rappresenterebbe dunque nu ddio 'e temporale! 



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mercoledì 4 novembre 2015

Come si dice?

Come si dice?



ovvero gli errori più comuni dei non parlanti dialetto

Estate -> Stagione (e non Estat')
Soldi -> Sorde (e non sold' o peggio ancora suord)
Ci vediamo -> Ce verimme (e non c''o bberimmo)




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